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Chi sono: Romina Rubino, psicoterapeuta psicoanalista

 

“Chi sono?” è forse una delle domande più difficili alle quali una persona possa rispondere. Ed è anche la domanda che, più o meno silenziosamente, ogni paziente pone al proprio terapeuta.

Chi è la persona alla quale sto pensando di affidare parti così delicate della mia storia? Come ascolterà ciò che non ho mai detto? Che cosa farà dei miei silenzi e delle mie contraddizioni?

Nel lavoro terapeutico si incontrano sempre due persone, due storie e due cammini. I ruoli e le responsabilità non sono gli stessi, ma nessun incontro autentico lascia le persone esattamente come erano prima.

Allora provo a partire dal raccontare chi sono stata fino a qui.

Sono Romina Rubino, psicoterapeuta psicoanalista. Da oltre quindici anni lavoro con adulti e coppie, occupandomi in particolare di trauma psicologico, autostima e autocritica, regolazione emotiva, difficoltà relazionali e conoscenza profonda di sé.

Ricevo nel mio studio nel North London e online, in italiano e in inglese.


La psicoanalisi, prima ancora di diventare un lavoro

Fare la psicologa — anzi, la psicoanalista — è sempre stato il mio sogno. Mi piace pensarlo come un colpo di fulmine nato dalla curiosità: il desiderio di comprendere ciò che accade dentro di noi e il modo in cui diventiamo le persone che siamo.

Nel 2009 mi sono laureata in Psicologia Dinamica e Clinica presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Durante gli studi ho svolto una ricerca sul campo in Mozambico sull’inclusione degli studenti con disabilità nelle scuole ordinarie. Quell’esperienza mi ha mostrato quanto una persona non possa essere compresa separandola dalle relazioni, dalla cultura e dal contesto nel quale vive.

Dopo l’abilitazione professionale ho completato la formazione quadriennale presso la SIPRe – Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione, conseguendo la specializzazione come psicoterapeuta psicoanalista.

Nei primi anni della mia attività ho lavorato con disturbi alimentari, difficoltà sessuali, minori vulnerabili e nei servizi di salute mentale. Ho inoltre svolto attività accademica presso l’Università eCampus negli ambiti della psicologia dello sviluppo, della psicometria e della metodologia della ricerca.

Dal 2015 vivo e lavoro a Londra, dove l’incontro con persone provenienti da culture e contesti differenti ha ampliato il mio sguardo sulle relazioni, sull’identità e sul senso di appartenenza.


Quando comprendere non basta

La Psicoanalisi della Relazione è la base del mio lavoro. Nel tempo, però, ho sentito la necessità di approfondire anche ciò che non riesce a essere raggiunto soltanto attraverso le parole.

Puoi comprendere molto della tua storia e continuare a sentirti in allarme. Sapere che il pericolo è passato e accorgerti che il corpo reagisce come se fosse ancora presente. Desiderare la vicinanza e, nello stesso momento, prepararti ad allontanarti.

Nel 2017 mi sono formata nella pratica della mindfulness con Lokadhī Lloyd, collaborando successivamente con il North London Buddhist Centre. Nel 2018 ho completato i tre livelli di formazione in terapia EMDR, approfondendo il lavoro con il trauma psicologico.

Ho proseguito la formazione nel lavoro con gli Stati dell’Io e le parti di sé, anche attraverso il modello di Robin Shapiro, e nel 2022 ho conseguito il Master SIPRe in Psicoanalisi della Relazione della Coppia e della Famiglia.

Oggi integro questi strumenti con la mindfulness, l’attenzione al corpo e la regolazione emotiva, scegliendo di volta in volta ciò che può essere utile alla persona e al momento del percorso.

Non penso che esista una tecnica adatta automaticamente a un problema. Difficoltà apparentemente simili possono avere origini e significati profondamente diversi.


Il mio modo di lavorare

Non penso che il terapeuta debba arrivare con un’idea già definita di chi sia la persona che ha davanti o di quale direzione dovrebbe prendere la sua vita.

Il mio compito è ascoltare, formulare ipotesi, riconoscere ciò che tende a ripetersi e assumermi la responsabilità clinica del percorso. Ma la terapia prende forma nella relazione: anche ciò che accade tra paziente e terapeuta può aiutarci a comprendere modi di proteggersi che, nella vita quotidiana, si attivano troppo rapidamente per essere riconosciuti.

La fiducia non è un requisito per iniziare. Si costruisce nel tempo, anche attraverso i dubbi, il disagio e la possibilità di non essere d’accordo. La terapia può cominciare dal silenzio, dalla confusione o dal non sapere ancora che cosa stai cercando.

Puoi approfondire il mio approccio e le diverse aree cliniche nella pagina Di cosa mi occupo.


Uno studio costruito intorno a un albero

Ricevo in uno studio in giardino nel North London, separato dalla casa e dedicato al lavoro terapeutico.

Quando l’ho progettato, ho scelto di costruirlo intorno a un albero già presente, senza sacrificarlo per fare spazio allo studio. Oggi quell’albero ne è diventato parte: le sue radici affondano nel giardino e i suoi rami sembrano accompagnare il lavoro che accade lì dentro.

Lo trovo una bella metafora anche del modo in cui penso alla terapia: non cancellare ciò che esiste per sostituirlo con qualcosa di considerato migliore, ma aiutarlo a trovare uno spazio diverso nel quale continuare a vivere e trasformarsi.


Appartenenze professionali

Sono membro di BACP, IARPP – International Association for Relational Psychoanalysis and Psychotherapy, EMDR UK & Ireland, EMDR Europe, EMDR Italia e SIPRe.

La formazione continua e la supervisione clinica accompagnano stabilmente il mio lavoro.


Possiamo partire da qui

Puoi leggere come funziona un percorso di psicoterapia individuale o di coppia oppure contattarmi per una call introduttiva gratuita.

Non è necessario raccontare tutto nel primo messaggio. Possiamo partire da ciò che riesci, o riuscite, a dire in questo momento.