
Come lavoro
Entrare in terapia significa affidare a qualcuno parti di sé che non è sempre facile mostrare o comprendere. Per questo non considero la fiducia un presupposto, ma qualcosa che si costruisce nel tempo, attraverso un ascolto attento e un lavoro condiviso.
La Psicoanalisi della Relazione è la cornice che guida il mio lavoro. In oltre quindici anni di esperienza clinica ho imparato che, per comprendere ciò che fa soffrire, occorre ascoltare anche la storia, le relazioni e il modo in cui mente e corpo hanno imparato a rispondere e a proteggersi. All’interno di questa cornice, quando può essere utile, integro EMDR, lavoro con gli Stati dell’Io e pratiche di Mindfulness: non per applicare un metodo uguale per chiunque, ma per costruire un percorso rispettoso della persona, delle sue risorse e dei suoi tempi.
- Psicoanalisi della Relazione
- EMDR e rielaborazione del trauma
- Lavoro con le parti di sé
- Mindfulness, corpo e regolazione emotiva
Il tuo spazio sicuro per crescere e andare a fondo delle difficoltà
Con oltre 15 anni di esperienza come psicoterapeuta psicoanalista a Londra, il mio approccio mira a comprendere a fondo l’origine dei tuoi sintomi. In psicoterapia i sintomi non sono semplicemente problemi da eliminare, ma messaggi profondi che ci parlano di blocchi, paure e dinamiche inconsce che, una volta comprese, possono portare a una vera trasformazione. Questo lavoro profondo è particolarmente efficace per chi soffre di traumi, ansia e depressione, o si trova in relazioni conflittuali che sembrano irrisolvibili.
Il trauma non è sempre immediatamente riconoscibile. Potresti essere consapevole di quale sia l’evento doloroso che ti ha ferito e che riconosci come causa del tuo malessere. In altri casi, l’esperienza che ha contribuito alla sofferenza può essere difficile da identificare o da collegare a sintomi come ansia o difficoltà relazionali, che ci bloccano senza una chiara spiegazione. Insieme possiamo esplorare l’origine di questa sofferenza, mettendo a fuoco da dove proviene e quale significato profondo abbia.
Attraverso il lavoro terapeutico, possiamo comprendere il senso della tua sofferenza e trovare tuo il modo per imparare a gestirla e superarla, permettendoti di liberarti dai blocchi che ti impediscono di progredire.
Aree di Specializzazione
Ansia, Stress e Attacchi di Panico
L’ansia può essere un rumore di fondo che accompagna ogni decisione: anticipi ciò che potrebbe andare storto, ripercorri le conversazioni, cerchi rassicurazioni o provi a tenere tutto sotto controllo. Nei periodi di stress prolungato, questa vigilanza può diventare così abituale da sembrare impossibile da disattivare. Altre volte l’ansia irrompe nella forma di un attacco di panico e, improvvisamente, persino il corpo sembra non essere più un luogo di cui fidarsi.
Per sentirti al sicuro puoi evitare alcune situazioni, prepararti senza sosta o cercare continue conferme. Queste strategie possono offrire un sollievo momentaneo, ma finiscono spesso per restringere la vita intorno alla paura. In terapia non considero l’ansia un sintomo isolato da controllare a ogni costo. Esploriamo ciò da cui può tentare di proteggerti, le emozioni o i conflitti che la rendono più intensa e ciò che continua ad alimentarla nel presente. Comprendere è una parte del lavoro; l’altra è sperimentare modi nuovi di stare nell’incertezza e nelle emozioni senza che l’ansia debba prendere il sopravvento.
Autostima e Senso di inadeguatezza
Puoi essere competente, ottenere risultati e ricevere stima dagli altri, eppure continuare a sentire che non sia mai abbastanza. I successi diventano rapidamente normali, mentre un errore, una critica o un rifiuto sembrano confermare un dubbio più profondo su di te. Così alzi continuamente lo standard, ti prepari di più, ti confronti e cerchi di non deludere. Ma il traguardo si sposta ogni volta che ti avvicini.
Lavorare sull’autostima non significa convincerti del tuo valore o sostituire i pensieri negativi con frasi positive. In terapia esploriamo come si è formato lo sguardo interno con cui ti valuti, in quali relazioni hai imparato ad associare il tuo valore alla prestazione, all’utilità o all’approvazione, e come tutto questo continua a influenzare le tue scelte. L’obiettivo non è eliminare ogni insicurezza, ma non dover più dimostrare continuamente il tuo valore prima di poter desiderare, scegliere, porre un limite o tollerare un errore.
Difficoltà relazionali e schemi che si ripetono
Può capitare di entrare in relazioni che sembrano diverse, ma conducono sempre nello stesso punto: insegui chi si allontana, prendi le distanze quando qualcuno si avvicina, cerchi di evitare il conflitto o ti assumi la responsabilità di ciò che provano gli altri. Anche quando riconosci lo schema, sapere che si ripete non basta necessariamente a interromperlo. Quel modo di stare in relazione può contenere un tentativo antico di ottenere vicinanza, protezione o riconoscimento senza esporsi nuovamente alla stessa ferita.
Nella psicoterapia relazionale, i rapporti non vengono esplorati soltanto come qualcosa che accade fuori dallo spazio terapeutico. Le aspettative, le paure e i modi con cui cerchi o eviti la vicinanza possono emergere anche nella relazione terapeutica, dove diventano visibili e pensabili nel presente. Questo permette non soltanto di comprenderne l’origine, ma di sperimentare modi diversi di entrare in relazione, porre confini e restare in contatto senza perdere il contatto con te.
Trauma e conseguenze delle esperienze traumatiche
Può darsi che tu sappia esattamente quale esperienza abbia cambiato qualcosa dentro di te. Oppure potresti non riuscire a collegare ciò che senti oggi a un singolo evento: a volte il trauma prende forma anche attraverso situazioni relazionali ripetute, nelle quali sono mancati protezione, stabilità o riconoscimento emotivo. Anche quando sai che il pericolo è finito, il corpo può raccontare una storia diversa. Ricordi intrusivi, incubi, vergogna, distacco da te o difficoltà a fidarti possono essere modi in cui ciò che è accaduto continua a farsi sentire.
Nel lavoro insieme non devi raccontare tutto subito né rivivere l’esperienza prima di avere le risorse per sostenerla. Ci avviciniamo a ciò che è accaduto rispettando i tuoi tempi e costruendo prima una base di stabilità. Integro la psicoanalisi relazionale, l’attenzione al corpo e, quando indicato, l’EMDR, per comprenderne il significato e lavorare sul modo in cui la memoria traumatica rimane attiva nel presente. Non possiamo cancellare il passato, ma possiamo lavorare perché trovi posto nella tua storia senza continuare a presentarsi come se stesse ancora accadendo.
Depressione, lutto e passaggi di vita
La depressione non sempre ha il volto di una tristezza evidente. Puoi continuare a lavorare, occuparti degli altri e rispettare ogni impegno, mentre niente riesce più a raggiungerti davvero. Ciò che prima dava piacere diventa un dovere, il futuro sembra perdere profondità e puoi avere la sensazione di assistere alla tua vita dall’esterno. Una perdita, una separazione, il trasferimento in un altro Paese o un cambiamento nel lavoro, nella famiglia o nel modo in cui ti riconosci possono aprire una frattura e farti sentire distante da ciò che eri.
Un lutto non coincide necessariamente con una depressione e non riguarda soltanto la morte di qualcuno. Ogni cambiamento importante, anche desiderato, può chiederti di lasciare andare una parte della tua vita o di te. In terapia possiamo dare spazio a ciò che è stato perduto, alla rabbia, al senso di colpa e all’ambivalenza, senza affrettarci a chiudere la sofferenza. Possiamo anche esplorare se la perdita presente ne riattiva altre più antiche e ricostruire una continuità fra ciò che eri, ciò che è cambiato e ciò che può ancora diventare possibile. Non si tratta di tornare come prima, ma di andare avanti senza dover negare ciò che hai perduto.
Conoscenza profonda di sé e crescita relazionale
Non sempre si inizia una psicoterapia perché qualcosa ha smesso di funzionare. Puoi aver raggiunto obiettivi importanti, costruito una vita stabile e continuare a sentire che non ti rappresenta del tutto. A volte la domanda non è soltanto come stare meglio, ma che cosa desideri davvero, perché alcune scelte continuano a ripetersi e quali parti di te hanno avuto poco spazio.
Un percorso psicoanalitico non serve a renderti una versione più efficiente di te. Permette di avvicinare desideri, contraddizioni, aspettative che hai fatto tue e modi di adattarti che continuano ad agire senza che tu ne sia pienamente consapevole. Ciò che oggi appare come un ostacolo può rivelare una tensione tra parti diverse di te. Dare loro parole e significato non significa arrivare a controllare tutto, ma acquisire una maggiore libertà nelle scelte, nelle relazioni e nel modo in cui vivi.
Da dove cominciare
Non è necessario arrivare al primo incontro con una spiegazione precisa di ciò che senti o sapere già quale tipo di percorso possa esserti utile. I primi colloqui hanno una funzione di conoscenza e valutazione: esploriamo ciò che ti porta in terapia, la tua storia, le tue esigenze e ciò che vorresti cambiare.
Anche la qualità dell’incontro fa parte della decisione. Questo tempo ci permette di capire se e come possiamo lavorare insieme, senza presupporre che esista una soluzione già pronta o uno stesso percorso adatto a chiunque.
Se stai pensando di iniziare, puoi leggere come funziona il percorso oppure contattarmi.
